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Le cronache storiche del novecento, nella Valle del Lys, sono molto ricche di dati a conferma della laboriosità intellettuale della popolazione Walser: ci consentono così, con un autentico e genuino tuffo nel passato, di rivivere la nascita di un movimento sportivo importante, come è stato quello legato alla pratica degli sport invernali, che tanti allori seppe conquistare per merito di atleti entrati a far parte della stessa storia dello sci.

I protagonisti della storia del nostro Sci Club, a partire dagli inizi sono, e la citazione non presuppone alcun ordine di merito, i vari David Davide, Filippa Sergio, Franco Bieler,  Wanda Bieler, Fulvia Stevenin, Max Comune, Alessandro Busca, Walter Stevenin per quanto riguarda lo sci alpino.

Un discorso a parte merita Leonardo David che fu senz’altro sciatore dotato di enorme talento e che conobbe nel 1979 la consacrazione internazionale, prima che il destino ne tarpasse tragicamente il candido volo verso la gloria e la vita. Abbiamo inoltre tra i campioni che hanno da poco "appeso gli sci ai chiodi" Vicquery SimoneAnnalisa Ceresa.

Nel gennaio 1920 furono Eugenio Bieler e Pierino Thedy a fondare a Gressoney la Trinité il primo sci club al quale fu dato il nome di Lyskamm. Eugenio Bieler fu una delle figure più importanti per la nascita di questa pratica sportiva ai piedi del Monte Rosa e fu il primo a calzare sulle improvvisate piste questi “attrezzi” che provenivano dalla Norvegia: le cronache raccontano che li avesse acquistati in Svizzera e che fossero lunghi più di due metri e mezzo. Inutile sottolineare la curiosità con la quale venivano seguite le prime evoluzioni che pochi coraggiosi giovani del paese osavano esprimere di fronte alla popolazione.

All’inizio ci si serviva di un solo bastone per “spingersi”, poi comparvero i due bastoncini e le immagini scattate all’epoca, di fronte all’hotel De La Pierre, ci hanno consegnato equipaggiamenti e attrezzature funzionali e alla moda. Notevole anche l’interesse che lo sci seppe suscitare tra le donne, e sulla spinta di un entusiasmo sempre crescente, anche  Gressoney Saint Jean  fondò nel 1924 il suo primo sci club che chiamò Monte Rosa. Nel 1925, nei pressi dell’albergo Castore, si assistette alla conclusione della gara di fondo Trinitè-Colle Salzen-Trinitè. Era un tracciato molto impegnativo che portava i concorrenti dalla Trinité all’Alpe Rikka, poi al Gabiet quindi al colle di Salzen con discesa al Courtlys e arrivo a Trinité: fu senz’altro una delle prime “sci alpinistiche” disputata in Valle d’Aosta! Enorme il successo con bandiere, autorità e militari ad attendere gli atleti. I pettorali gara erano già sponsorizzati e portavano la dicitura: La Gazzetta dello Sport.

L’anno successivo fu organizzata una simpatica gara, sempre di fondo, riservata a tutti coloro che non avevano mai, sino a quel momento, calzato gli sci. Gli uomini gareggiarono a Saint Jean e le signore scesero in pista a La Trinitè. La partecipazione fu numerosissima e in pista si ammirarono possenti figure maschili, con baffi, gilet e cravatta mentre le signore “appuntarono” i pettorali su abiti e grembiuli lunghi, decisamente ingombranti. Fu comunque un successo e la spinta promozionale che lo sci ne  ottenne contributi a creare i presupposti per una pratica sportiva sempre maggiore.

Accanto allo sci classico si sviluppò anche un interesse per il salto e bambini e giovani solevano in misurarsi regolari competizioni su trampolini realizzati a regola d’arte. Nel 1929, nei giorni 15 e 16 gennaio, si svolsero alcune gare di notevole importanza. Su un tracciato di 18 chilometri cinque squadre si misurarono in una appassionante prova di fondo. Vinse Courmayeur davanti alle rappresentativa di Gressoney Saint Jean – rispettivamente seconda e terza -, al quarto posto si classificò Gressoney La Trinitè e quinta Champorcher. Erano iniziati i confronti a livello regionale.

Poi, giovani atleti di età compresa fra gli 11  e 15 anni si misurarono in una combinata “fondo salto”. Vinse Aldo Catella davanti a Alberto Squindo e Corrado Mehr. Ricevettero con fierezza i premi dalle mani del Principe Umberto di Savoia che, dello Sci Club Monte Rosa, era presidente onorario. Il 16 gennaio di disputò la Coppa Deslex, una gara di fondo molto severa, che si concluse con la vittoria di Albino Penare (Sci Club Monte Bianco) che giunse per primo sul traguardo posto nei pressi della Capanna Carla: al secondo posto si classificò Arturo Ottoz mentre il primo gressonaro fu Giulio Catella che si piazzò ottavo. L’attività agonistica prosegui incessante e in tutta la valle del Lys aumentarono sensibilmente i praticanti.

L’avvenimento agonistico più prestigioso, negli anni successivi , si ebbe nel 1933 quando il 28 maggio ebbe luogo la prima edizione del trofeo Mezzalama. La competizione venne allestita per ricordare la figura di Ottorino Mezzalama che fu uno dei più famosi alpinisti sciatori italiani il quale trovò la morte, travolto da una slavina nel febbraio 1931.

Dicevamo del grande interesse che i gressonari avevano in quegli anni per il salto con gli sci. Nel 1936 a Gressoney La Trinitè venne inaugurato un trampolino che consentiva ai più bravi di raggiungere anche distanze vicine ai sessanta metri. Il maggiore artefice di questa iniziativa fu il Barone Beck Peccoz che riuscì a perfezionare la sua abilità in questa difficile disciplina sportiva tanto da laurearsi anche campione italiano studentesco. Tra le manifestazioni di salto più ricche, dal punto di vista qualitativo, che si organizzavano in quei tempi ricordiamo la coppa Olivetti.

Anche lo sci alpino nel frattempo aveva lavorato parecchio e sulle piste italiane e straniere molti atleti gressonari si facevano ammirare per la loro bravura e le doti tecniche. Nel 1953 Davide David, che fu il primo grande interprete dello sci alpino gressonaro, vinse a Bardonecchia il titolo italiano assoluto di discesa libera e si ripeterà nel 1957 precedendo in quell’occasione Bruno Alberti e Italo Pedroncelli. Nel 1960 Davide David, sempre in libera, sarà medaglia di bronzo, piazzameto che il figlio Leonardo ripeterà nell’edizione del 1977: Davide David fu anche molto bravo tra i pali nel 1957 conquistò la medaglia d’argento in slalom alle spalle di Paride Milianti mentre nel 1953 era stato secondo in gigante dietro all’altoatesino Carlo Ganter.

Quindi l’età moderna contraddistinta dalle gesta di Filippa Sergio, vincitore del titolo italiano di gigante nel 1970 davanti al grande Gustav Thöeni ed il grande Franco Bieler, che, oltre al titolo tricolore assoluto vinto nello slalom del 1977 (con gli argenti in libera del 1974, nello slalom del 1976 e nel gigante del 1974) fu anche il primo gressonaro a vincere una gara di coppa del mondo imponendosi nel 1976 a Morzine Avoriaz (slalom gigante) davanti a Gros e Stenmark. Il suo ideale testimone fu preso a febbraio 1979 da Leonardo David che si impose nello slalom di CdM di Oslo davanti a Stenmark e Phil Mahre. Fu quello l’unico successo del Circo Bianco di questo sfortunato ragazzo che aveva avuto una  attività giovanile costellata di successi. Si impose nella coppa europa del 1978 e nei ricordi di chi lo ama resterà il secondo posto nello slalom di coppa del Mondo a Jasna e i terzi posti di Kraniska Gora e di Schladming, ottenuti nella stagione 1978/79.

Wanda Bieler, campionessa italiana assoluta di libera nel 1977 a Caspoggio, era già stata campionessa mondiale Juniores sempre nel 77 a Kraniska Gora in slalom e fu in seguito una tra le più brave sciatrici della squadra azzurra. Salì sul podio tricolore ancora nel 1981 vincendo l’oro in gigante; nel 1980 con l’argento in slalom mentre nel 1978 e nel 1980 era stata seconda in gigante. Concluderà la sua carriera agonistica con un podio in Coppa del Mondo nella stagione 1982/83, quando a Aspen sarà terza alle spalle della Mc Kinney e delle Hess: una attività internazionale, quella di Wanda Bieler, ricca di numerose prestazioni di alto livello tecnico.

La sua eredità fu poi raccolta da Fulvia Stevenin che, dopo un’attività giovanile intensa e ricca di presupposti tecnici, concretizzatasi con la conquista del titolo di campionessa mondiale juniores in slalom a Sestriere nel 1983, non riuscì a cogliere in campo internazionale, a causa di numerosi infortuni, quegli allori che avrebbe meritato. A livello nazionale fu campionessa italiana di gigante nel 1983-1985-1987, con un bronzo nella combinata del 1986.

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